CAPITOLO I
Jun 7th, 2006 8:09:07 am - SubscribeMood: funky
CAPITOLO I°
NEL CULO, PERCHÉ?
Chissà quanti giovanotti si sono sentiti rivolgere questa domanda dalla fanciulla di turno, magari guardati di traverso. Perché nel culo?
Ci sono un’infinità di ragioni per sodomizzare e/o lasciarsi sodomizzare. Le ragazze di buona famiglia, allevate nel culto della sana ipocrisia, quando erano stanche di menare o succhiare mandricazzi o farsi consumare l’oscuro oggetto del desiderio da dita sudaticce o (meglio!) umide lingue, solevano sollevarsi le gonne e porgere graziosamente il deretano agli amanti, onde venire finalmente penetrate e godere appieno dei piaceri della carne… senza perdere quella «preziosa» verginità che doveva giustificare l’abito bianco il giorno delle nozze. Molte cosiddette «vergini» sono andate avanti per anni con questo sistema e, per quanto ci riguarda, potevano giungere intonse fino alla menopausa.
Memorabile a questo proposito l’incipit del «coro delle vergini» nella tragedia goliardica «Ifigonia inculide»:
Noi siamo le vergini dai candidi manti
siam rotte didietro ma sane davanti/
I nostri ditini son tutti escoriati
a furia di cazzi c’abbiamo menati/
Nell’arte sovrana di fare pompini
battiamo le troie di tutti i casini/
La lingua sapiente e l’agile mano
dan gioia e sollievo al duro banano…
Concetto peraltro precedentemente ripreso da Pietro Aretino nel X° sonetto lussurioso, che (è proprio il caso di dirlo) si «apre» con il famosissimo
Spingi e respingi e spingi ancora il cazzo
in cul a questa, che mai l’ebbe in potta;
che questa fottitura è la più ghiotta,
che piacque a donna, a cui ben piacque il cazzo.
Problemi delle vergini - o presunte tali - a parte, la sodomia rientra di diritto tra le attività sessuali più consigliabili alla coppia. Niente di peggio, infatti, di un ménage tedioso che si consuma tra lenzuola fredde, frettolosamente, nella sola posizione del «missionario», o comunque sempre e solo in vagina.
Coppie che non affrontano il sesso con fantasia e varietà finiscono, in tempi brevi, per «scoppiare». Nella migliore delle ipotesi, almeno uno dei due componenti si troverà ben presto con più corna in fronte di un cesto di lumache. Nella peggiore delle ipotesi (Iddio non voglia!) i due partners entreranno nel letto solo per dormire. Risultato: la coppia italiana tipo. Lei, casalinga inquieta che sogna davanti alle telenovelas «arnesi» che comunque non ha il coraggio di agguantare; lui, manustupratore inveterato, frequentatore di cinema a luci rosse e di stampa pornografica. Solo il divorzio potrebbe salvare simili individui da un universo di squallore.
Molto meglio dedicarsi con passione alle innumerevoli variazioni sul tema proposte dal Kamasutra, quali la fellatio e, per l’appunto, la sodomia.
A questo punto mi par già di udire qualche obiezione, in special modo da ragazze «moderne» che non lesinano certo né la potta né tampoco le tumide labbra alla virilità dei fidanzati, producendosi - anzi - con sapienza e maestria in pompini che fanno resuscitare i morti. Perché nel culo? Chiedono costoro a gran voce. Perché dobbiamo soffrire?
Perché senza il dolore non esisterebbe il piacere, così come senza il peccato non esisterebbe la redenzione. Eppoi, non avete forse sofferto un pochino nel perdere la verginità canonica? Prenderlo nelle retrovie costa, sì, qualche sacrificio e potrebbe strapparvi qualche gridolino di dolore ma, se seguirete attentamente le istruzioni contenute nei capitoli seguenti, il male che proverete sarà ben poca cosa rispetto al piacere che potrete trarne.
A quanto ci consta, su cento ragazze che provano il sesso anale, soltanto quattro decidono poi di non ripetere l’esperienza. Di queste, comunque, solo due per non aver provato piacere, le altre per futili motivi, paura o disinformazione.
E’ vero, per converso, che il prenderlo nel culo presuppone una certa predisposizione fisica e psicologica, viceversa l’esperimento è destinato a fallire anche in coppie già rodate da questo punto di vista. Abbiamo potuto notare, nel corso dei nostri studi e sperimentazioni, che una ragazza che si fa sodomizzare quando è particolarmente nervosa o a disagio rischia di provare un dolore insopportabile, anche se in altre occasioni si infila agevolmente nel culo un palo telegrafico. Attenzione, quindi (specialmente i maschietti), anche e soprattutto all’umore della partner che, nonostante si sia fatta sfondare fino al giorno prima, potrebbe questa volta preferire una disquisizione di filologia romanza.
Testimone e parte in causa di un consimile incidente, la poetessa cecoslovacca Jana Cernà (1928-1981) che in un suo sonetto del 21 dicembre 1948 così ammonisce l’amante:
In culo oggi no
mi fa male
E poi vorrei prima chiacchierare
un po’ con te
perché ho stima del tuo intelletto
Si può supporre
che sia sufficiente
per chiavare in direzione della stratosfera.
Eppure è la medesima Jana che scrive all’amato bene:
(…) Tirarti con la stessa espressione per la barba e per l’uccello e soffiarti nei coglioni nel modo più arrapante di cui sono capace, fino a farti incazzare al punto da sbattermi il culo e ficcarmi l’uccello dove capita, in bocca, tra le tette, al culo, nella fica e schizzarmi infine tutta da capo a piedi…
Altre eccezioni che vengono talvolta sollevate, in specie da un pubblico ignorante, riguardano, nei maschi, il terrore della cosiddetta «rottura del filetto».
Tranquillizzatevi, avviene una volta su un milione e non è affatto il dramma che si dipinge. Comunque niente riguardo a ciò che prova una ragazza a cui viene infranto malamente lo sfintere.
Per abbattere la soglia di rischio, peraltro già bassa, di un simile inconveniente, è sufficiente conoscere qualche «trucchetto» che questo libro è stato scritto apposta per svelare. Un po’ di pazienza, quindi, e passiamo al secondo capitolo.
6 E perché no?
7 Potenza dell’educazione cattolica!
8 Ifigonia inculide - atto I° - ne Ifigonia, Don Sculacciabuchi, Il Canzoniere goliardico - Collana «I libri di Gulliver» - Newton Compton Editore 1988
9 Pietro Aretino, Sonetti lussuriosi - Newton Compton 1980
10 Interessantissimo, a questo proposito, il saggio Chi di pompino muor vissuto è assai - Sborrelli Editore - 1990
11 Alcune leggende metropolitane narrano che lo sfintere, una volta rotto, resti largo, causando la perdita delle feci e altre stronzate di questo genere. E’ come l’analoga leggenda, di parte maschile, riguardo la rottura del «filetto», di cui tratteremo ampiamente più avanti.
12 Jana Cernà - In culo oggi no - raccolta In culo oggi no - edizioni E/O 1992
13 Ibidem
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anonymous - June 17th, 2006 |
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