Mantenere sempre la propria coscienza
Date: Jun 16th, 2008 12:00:52 pm - Subscribe
Mood: hollow


A volte, moltissime donne, pensano che abbandonarsi completamente significhi pensare ai fantasiosi romanzi rosa sentimentali in cui la ragazza cade priva di sensi fra le braccia del suo cavaliere. In pratica, però questa tipologia di abbandono, non ha alcun effetto sulla vita di coppia, in quanto nel momento migliore non si è presenti. In effetti, l’abbandono in sé avviene ma la donna non c’è in quanto la coscienza è svanita ed in pratica l’abbandono così è totalmente sprecato.
Troie e Zoccole
Invece, abbandonarsi veramente al piacere è una forte consapevolezza in cui ogni tipo di resistenza personale viene abbattuta. Proprio questo venir meno è la vera passione che stiamo cercando.

In questi termini, l’abbandono non centra nulla con l’intorpidimento sensoriale, l’autosuggestione, i sogni ad occhi aperti, e con tutte le altre tipologie di attimi di assenza nei quali non si capisce nemmeno ciò che qualcuno dice. Proprio per questo, l’abbandono totale porta a vivere pienamente ogni singolo attimo di passione. L’abbandono non è nemmeno l’ebrezza dei sensi che si prova dopo l’amplesso.

D’altra parte l’uomo non deve assecondare la propria partner nei casi sopra indicati per non finire nelle sabbie mobili della propria confusione. Il rischio è quello di sprofondare insieme e di pregiudicare l’intera relazione sessuale e di coppia. Se l’uomo cerca, ad esempio, di essere qualcuno o qualcosa di diverso da ciò che realmente è per non far pensare alla donna dei sacrifici e dei blocchi psicologici in termini di fiducia, allora nel proseguo della relazione prima o poi il conto dovrà essere saldato. Difatti a lei mancherà sempre e comunque qualcosa che la completi e che permetta di fidarsi in modo permanente del proprio uomo.

In particolar modo, quando l’uomo massaggia il punto G alla donna ed essa le dirà: “Attendi! Mi stai facendo male! Non fare pressione qui! Premi più forte di qua! Fai attenzione! Cambia mano! In questo momento è troppo forte! Uffi ma non si fa’ così”…. Con tutta probabilità questo si ripeterà sempre più spesso e frequentemente.

Donne nude e porche

Allora, perché la donna non è mai contenta del suo uomo? Proprio perché l’uomo non è contento di sé. E perché l’uomo non si fida della donna? Perché lei non si fida reciprocamente di lui e del suo operato. Ciò che la maggior parte delle donne ricerca, quando pensa intensamente ai propri sentimenti, non è sicuramente un uomo che si arrende ma al contrario vuole un uomo in grado di adeguarsi ma senza snaturare la propria personalità.

Detto questo, una domanda più che naturale sarebbe: “Ma alla fine , cosa significa abbandonarsi? Cos’è il lasciarsi andare? Ma se non significa effettuare un sacrificio per il compagno, allora cosa potrà mai essere?!”

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zadra
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Il punto G, questo sconosciuto
Date: May 22nd, 2008 5:19:35 pm - Subscribe
Mood: Sessualità


Sfogliando qualsiasi magazine femminile o la maggior parte di altri siti web che trattano argomenti sulla sessualità ed in particolar modo relativi al punto G, ti troverai di fronte a descrizioni ed immagini che ti definiscono la localizzazione del punto esatto, ti permetteranno di scoprire come esplorare la vagina per trovarlo facilmente e moltissime istruzioni su come toccarlo e stimolarlo. A tal proposito, puoi anche trovare una serie di posizioni sessuali che ti permetteranno di ottenere i migliori risultati di stimolazione del punto G durante l'atto sessuale. Per fare un esempio di ciò che intendo illustrare, sulla stampa e sul web potresti trovare dichiarazioni simili a questa:
Pompini
Il punto G prende questa deonominazione dal proprio scopritore
il grandissimo professor Ernst Grafenberg che riuscì a scoprirlo per la primissima volta nella storia, esordendo con la una sintetica descrizione: questo particolare punto all’interno della vagina, non e’ altro che una piccola concentrazione di tessuto in grado di avere una simulazione di erezione, dal raggio una classica monetina che, quasi sempre si trova nella parete anteriore dell’apparato genitale femminile. Le distanze sono circa a 5 cm di profondita’ all’interno della vagina oppure a meta’ strada fra l’osso pubico e la cervice. Nel caso in cui il tessuto venga stimolato in modo corretto, questo si dilata e muta in modo leggero la propria forma e consistenza.

Difficilmente una donna, anche se matura, riuscira’ da sola a trovare il punto esatto dove si trova il proprio punto del piacere, vi riuscira’ solo nel caso sia seduta e si penetri con palmo della mano rivolto verso il proprio clitoride. Potrebbe essere molto d’aiuto un partner per questa ricerca, che risultera’ piu’ facile e stimolante.

Se invece si vuole stimolare questo tessuto erettile durante l’atto sessuale, ci sono alcune posizioni che ne facilitano la sollecitazione. Vediamo quali sono le migliori: quella con la donna rivolta all’indietro, distesa a pancia all’ingiù con un piccolo sostegno sotto il ventre (che potrebbe essere benissimo un cuscino) oppure lei a “quattro zampe” ed l’uomo che la penetra stando in ginocchio. Le posizioni “all’indietro” sono così efficaci perchè difatti consentono al fallo maschile di strofinare e stimolare proprio la parete anteriore della vagina.

Sollecitazioni e stimolazioni del punto G, si ottengono anche in molte altre posizioni differenti come ad esempio la donna sopra l’uomo che con la schiena si inclina per far si che il pene tocchi in modo costante il punto G, grazie ad una penetrazione ottimale all’interno della vagina.

Moltissime donne mature ed anche giovani ragazze, affermano che questa tipologia di stimolazione o “intimo massaggio” anche solo mediante un dito della mano regala loro un orgasmo molto intenso e non paragonabile a quello ottenuto dalla normale penetrazione. Al contrario, altre donne prediligono la pressione di quel punto che, iniziando con sensazioni molto simili a quelle di orinare, le porta ad orgasmi eccezionali che possono addirittura portare la ragazza ad avere una vera e propria eiaculazione con orgasmi multipli.

Certamente ogni donna è differente dall’altra e quindi anche le loro emozioni e sensazioni le portano a reagire con metodologie diverse alla stimolazione del proprio punto “G”. A tal proposito le dichiarazioni in merito sono anche discordanti fra loro, difatti c’è chi dice si tratta di una pratica sessuale poco significante mentre per altre può rivelarsi una vera e propria esperienza sessuale che porta all’estasi o addirittura a stati alterati della propria coscienza.

Pompini manga In queste poche righe, ho cercato di descrivere in modo professionale e “quasi scientifico” la natura ed il comportamento delle donne in relazione al proprio punto G.
Credo comunque che l’importante sia di non “abboccare” a tutto quanto viene scritto sulle riviste di settore e sui portali internet, ma di basarsi sulle proprie esperienze e sugli studi fin qui fatti. Il punto G non è un mito, ma non rappresenta la felicità di una donna… almeno non di tutte!

Articolo liberamente trattto da: "Il punto G" di Elmar e Michaela Zandra

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