Il punto G, questo sconosciuto
Date: May 22nd, 2008 5:19:35 pm - Subscribe
Mood: Sessualità
Sfogliando qualsiasi magazine femminile o la maggior parte di altri siti web che trattano argomenti sulla sessualità ed in particolar modo relativi al punto G, ti troverai di fronte a descrizioni ed immagini che ti definiscono la localizzazione del punto esatto, ti permetteranno di scoprire come esplorare la vagina per trovarlo facilmente e moltissime istruzioni su come toccarlo e stimolarlo. A tal proposito, puoi anche trovare una serie di posizioni sessuali che ti permetteranno di ottenere i migliori risultati di stimolazione del punto G durante l'atto sessuale. Per fare un esempio di ciò che intendo illustrare, sulla stampa e sul web potresti trovare dichiarazioni simili a questa:

Il punto G prende questa deonominazione dal proprio scopritore
il grandissimo professor Ernst Grafenberg che riuscì a scoprirlo per la primissima volta nella storia, esordendo con la una sintetica descrizione: questo particolare punto all’interno della vagina, non e’ altro che una piccola concentrazione di tessuto in grado di avere una simulazione di erezione, dal raggio una classica monetina che, quasi sempre si trova nella parete anteriore dell’apparato genitale femminile. Le distanze sono circa a 5 cm di profondita’ all’interno della vagina oppure a meta’ strada fra l’osso pubico e la cervice. Nel caso in cui il tessuto venga stimolato in modo corretto, questo si dilata e muta in modo leggero la propria forma e consistenza.
Difficilmente una donna, anche se matura, riuscira’ da sola a trovare il punto esatto dove si trova il proprio punto del piacere, vi riuscira’ solo nel caso sia seduta e si penetri con palmo della mano rivolto verso il proprio clitoride. Potrebbe essere molto d’aiuto un partner per questa ricerca, che risultera’ piu’ facile e stimolante.
Se invece si vuole stimolare questo tessuto erettile durante l’atto sessuale, ci sono alcune posizioni che ne facilitano la sollecitazione. Vediamo quali sono le migliori: quella con la donna rivolta all’indietro, distesa a pancia all’ingiù con un piccolo sostegno sotto il ventre (che potrebbe essere benissimo un cuscino) oppure lei a “quattro zampe” ed l’uomo che la penetra stando in ginocchio. Le posizioni “all’indietro” sono così efficaci perchè difatti consentono al fallo maschile di strofinare e stimolare proprio la parete anteriore della vagina.
Sollecitazioni e stimolazioni del punto G, si ottengono anche in molte altre posizioni differenti come ad esempio la donna sopra l’uomo che con la schiena si inclina per far si che il pene tocchi in modo costante il punto G, grazie ad una penetrazione ottimale all’interno della vagina.
Moltissime donne mature ed anche giovani ragazze, affermano che questa tipologia di stimolazione o “intimo massaggio” anche solo mediante un dito della mano regala loro un orgasmo molto intenso e non paragonabile a quello ottenuto dalla normale penetrazione. Al contrario, altre donne prediligono la pressione di quel punto che, iniziando con sensazioni molto simili a quelle di orinare, le porta ad orgasmi eccezionali che possono addirittura portare la ragazza ad avere una vera e propria eiaculazione con orgasmi multipli.
Certamente ogni donna è differente dall’altra e quindi anche le loro emozioni e sensazioni le portano a reagire con metodologie diverse alla stimolazione del proprio punto “G”. A tal proposito le dichiarazioni in merito sono anche discordanti fra loro, difatti c’è chi dice si tratta di una pratica sessuale poco significante mentre per altre può rivelarsi una vera e propria esperienza sessuale che porta all’estasi o addirittura a stati alterati della propria coscienza.
In queste poche righe, ho cercato di descrivere in modo professionale e “quasi scientifico” la natura ed il comportamento delle donne in relazione al proprio punto G.
Credo comunque che l’importante sia di non “abboccare” a tutto quanto viene scritto sulle riviste di settore e sui portali internet, ma di basarsi sulle proprie esperienze e sugli studi fin qui fatti. Il punto G non è un mito, ma non rappresenta la felicità di una donna… almeno non di tutte!
Articolo liberamente trattto da: "Il punto G" di Elmar e Michaela Zandra
Comments: (1)
anonymous - May 29th, 2008 |